Martedì, 11 Dicembre, 2018

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Fuji X-E1 contro Canon 5D mark III ...e 60D

Canon 5D mark III Canon 60D Fuji X-E1

Le mirrorless sono la nuova frontiera delle macchine fotografiche; piccole come compattine ma con prestazioni alla pari di molte reflex, rappresentano il punto di convergenza tra coloro che sentono l'esigenza di qualcosa di più di una semplice compatta ma sono intimoriti dalla dimensione e sofisticazione di una reflex e quelli che già utilizzano la refex ma sono attratti da un corredo di ottima qualità in taglia extra small.

Io sono tra quelli che pur utilizzando con soddisfazione la propria reflex preferirebbero qualcosa di più leggero e discreto, specialmente in viaggio; perciò mi sono deciso a dare uno sguardo più approfondito a queste nuove macchine per capire che livello di qualità e prestazioni hanno raggiunto e se possono affiancare o addirittura sostituire la mia reflex in un viaggio o in quelle situazioni in cui peso e discrezione sono importanti. I criteri nella scelta del modello sono stati: sensore, parco ottiche e ingombro.
Dopo parecchie valutazioni, in lista sono rimaste la Olympus OM-D E-M5 che, nel complesso, è probabilmente la miglior mirrorless in circolazione e la Fuji X-E1 che monta il sensore Fuji X-Trans, in formato Aps-c e senza filtro AA (ho scartato la X-pro 1 perché in più ha solo il mirino ottico, che non userei molto, ma peso, ingombro e costo sono superiori). Alla fine, considerato che ho anche una 5D mkIII di cui non mi voglio liberare :), mi sono fatto affascinare dal sensore Fuji e l'ago della bilancia è caduto nel territorio della X-E1, nonostante l'Olympus abbia un AF migliore e una sezione video superiore.

Bene, ora non resta che cercare di capire, nella pratica, che livello di qualità e prestazioni è davvero in grado di fornire la piccola Fuji.
Ho diviso il test in due, la prima parte in cui ho sondato le capacità del sensore Fuji, confrontandolo con la 5D mark III ma anche con l'ottima Canon 60D, con cui condivide la dimensione del sensore (Aps-c) e la seconda parte in cui ho confrontato le prestazioni e la qualità degli scatti in situazioni reali, tipiche di un viaggio.

Prima di andare oltre è d'obbligo un breve cenno sulle differenze tra Bayer e X-Trans.
Quasi tutte le moderne reflex digitali utilizzano per i propri sensori il collaudato schema di Bayer che, tra pregi e difetti, è diventato uno standard e prevede, nella maggior parte dei casi, anche l'adozione di un filtro AA (anti aliasing) davanti al sensore che, sfocando leggermente l'immagine, mitiga la formazione di artefatti in determinate situazioni (aliasing e moirè).

Schema sensore X-Trans CMOS

Alla Fuji si sono chiesti come mai le pellicole non sono affette da questi fenomeni al pari dei sensori e la risposta si trova nella distribuzione irregolare della grana delle pellicole. Quindi, hanno deciso di sviluppare un proprio schema per il sensore, a carattere più irregolare, passando dalla classica matrice di Bayer da 2x2 pixel ad una matrice da 6X6 pixel che gli ha consentito di eliminare il filtro AA e migliorare la nitidezza, minimizzando allo stesso tempo la possibilità di incorrere nell'aliasing o nel moiré. Purtroppo, anche se l'idea è valida, non è esente da problemi e la difficoltà principale è lo sviluppo dell'algoritmo di demosaicizzazione (il processo di conversione da dati grezzi acquisiti dal sensore a immagine che visualizziamo) che è già costato a Fuji oltre due anni di sviluppo. Comunque, nella pratica, questo coinvolge prevalentemente gli utenti che scattano in RAW (il jpeg è gestito direttamente in macchina) perchè la maggior parte dei software di gestione delle immagini tradizionali potrebbero avere dei problemi a lavorare con i file prodotti dalle Fuji con X-trans o addirittura non essere in grado di aprirli affatto. Ad ogni modo, insieme alla macchina viene fornito un discreto programma che è in grado di gestire perfettamente i file .RAF (estensione dei raw Fuji) e Adobe ha appena rilasciato la nuova versione di Lightroom e Camera raw (4.4 e 7.4) che hanno un supporto per i file dell'X-Trans migliorato e sviluppato in collaborazione con la stessa Fuji. Per cronaca, i software Apple (iPhoto ed Aperture) non sono ancora in grado di gestire questi file e chi usa questi programmi dovrà convertire le immagini scattate in RAW con il software Fuji, prima di importarle nelle proprie librerie.

Passiamo ai test
Per simulare un tipico assetto "da vacanza", ho deciso di usare zoom "tuttofare" su tutte e tre le macchine: Fuji XF 18-55 f/2,8-4 per la X-E1, Canon EF 24-105 f/4 L per la 5D mark III e Sigma 17-50 f/2,8 (decisamente superiore al 18-55 IS Canon) per la 60D.
Gli scatti sono stati fatti utilizzando la modalità "live view" e il cavalletto per minimizzare le vibrazioni, ma il bilanciamento del bianco e l'esposizione sono stati lasciati in automatico (priorità dei diaframmi) per confrontare anche gli esposimetri. Ho comunque scattato utilizzando il braketing, da -2/3 a +2/3 EV, in caso di discrepanze tali da inficiare un confronto.
Sul versante software, dopo varie prove, ho deciso di utilizzare Lightroom 4.4 per la conversione di tutti i RAW in jpeg, sia perché è il programma che normalmente uso per la gestione dei miei file, sia per avere più omogeneità nelle impostazioni "standard". Devo però dire che il raw converter di Fuji, specie ad alti ISO, da risultati migliori, in particolari modo nella gestione dei colori e se dovessi stampare un'immagine importante, proverei tutti e due i programmi di conversione.

Cominciamo da quella che per la maggior parte delle persone rappresenta la tipica foto di viaggio, il paesaggio e vediamo il livello di dettaglio e nitidezza che il sensore Fuji è in grado di dare. Non mi aspetto che possa superare i 22mpx in formato full frame della 5D mkIII ma sono curioso di vedere come i suoi 16mpx possano rivaleggiare con i 18mpx della 60D

Landscape

Il primo scatto è stato fatto ad f/8, una tipica apertura da paesaggio, 17mm con la 60D, 18mm con la X-E1 e 28mm con la 5D mark III. ISO 200 per tutte e tre. Ovviamente non ha nessuna pretesa aristica ma presenta dettagli sottili sia naturali (randomici) che fatti dall'uomo (ripetitivi). L'immagine di riferimento è stata sfocata ai lati per rispetto della privacy

Nel primo ritaglio al 100% possiamo osservare che, come previsto, la 5D mk3 ha un vantaggio sia in termini di dettaglio catturato che di nitidezza ma, più interessante è il confronto tra le due Aps-c dove i "numeri" trovano conferme e la 60D, grazie a più megapixel, restituisce più dettagli mentre la X-E1, senza il filtro AA, ha una nitidezza superiore. Ad ogni modo il divario tra le macchine è apprezzabile solo a questo livello di visualizzazione. Si nota un accenno di "rumore" nel file della 60D, praticamente assente negli altri file.


Nel secondo ritaglio troviamo dettagli architettonici molto piccoli che potrebbero indurre aliasing e moirè ma lo schema 6x6 dell'X-Trans sembra gestire molto bene la situazione. Inoltre, la nitidezza e l'assenza di rumore della X-E1 prendono il sopravvento sulla 60D e i particolari dell'immagine sono più apprezzabili nel file Fuji. La 5D mk3 continua a confermare le attese.


Dopo aver spremuto i file al 100%, vediamo le differenze nella pratica quotidiana, fatta di web e stampe di piccola o media grandezza, ridimensionando i file a 3000x2000 pixel (adatti ad una comune stampa 30x20 ed ampiamente sufficienti per la maggior parte degli utilizzi internet).
Analizzando un ritaglio al 100% del file ridimensionando possiamo vedere come, pur nel rispetto di già quanto osservato, le differenze si assottigliano molto.


Portrait 800

Passiamo ad un'altra situazione tipica che si trova in viaggio, il ritratto ambientato in condizioni di luce scarsa e vediamo cosa succede alzando leggermente gli ISO e cambiando soggetto. 35mm per X-E1 e 60D, 50mm per 5D mark III, f/5,6 e 800ISO per tutte e tre.

Alzando gli ISO, il rumore comincia a farsi vedere, specie sulla 60D. Resta davvero pulito il file Fuji che però perde parte della nitidezza che avevamo osservato in precedenza come se Adobe applicasse una riduzione del rumore leggermente più forte, anche a parità di impostazioni.


Ridimensionando il file a 3000x2000 possiamo vedere come tutti e tre gli scatti siano perfettamente utilizzabili e anche il rumore della 60D molto meno visibile con differenze complessive sempre molto contenute.


3200 e 6400 iso

Infine, vediamo cosa succede quando la luce è poca e dobbiamo ricorrere ad ISO molto elevati, come nei tipici scatti in interni in cui non possiamo o non vogliamo utilizzare il flash. 35mm per X-E1 e 60D, 50mm per 5D mark III, f/8, 3200ISO nel primo scatto e 6400ISO nel secondo per tutte e tre.

A 3200 ISO il rumore comincia a diventare consistente e il divario tra le due Canon marcato. Il rumore della Fuji resta controllato ma emergono le contaminazioni nei colori (notare la scritta gialla dizionario sulla copertina blu) di cui parlavo in apertura. In questo caso il RAW converter di Fuji offre risultati migliori.


Ridimensionando il file a 3000x2000 le differenze restano ben visibili ma i file sono ancora tutti tranquillamente utilizzabili in gran parte delle situazioni.


Salendo ancora, a 6400 ISO, il divario si fa più evidente e il rumore della 60D diventa invadente, così come la contaminazione dei colori della Fuji più forte.


Ridimensionando a 3000x2000 si vede molto bene la differenza tra le tre macchine e come la X-E1 faccia un buon lavoro ad alti ISO, fornendo un file ancora utilizzabile anche se più vicino a quello della 60D che a quello della 5D mk3.


Dopo questa serie di test, più consapevole delle capacità della X-E1, decido di passare alla seconda fase della prova e portala a fare un giro assieme alla 5D mk3. Tutti gli scatti sono stati elaborati, utilizzando gli stessi passaggi sia per la X-E1 che per la 5D mk3, e poi ridimensionati a 3000x2000 per valutare il risultato finale realmente ottenibile nella pratica.
Per vedere o scaricare i file a piena risoluzione, cliccare sui link sotto alla descrizione delle immagini.

Edicola: X-E1 23mm, f/8, ISO 200 - 5D mark III 35mm, f/8, ISO 200
Visualizza il file 2000x3000 della Fuji X-E1 - Visualizza il file 2000x3000 della 5D mark III


Fiori: X-E1 55mm, f/4, ISO 200 - 5D mk3 84mm, f/4, ISO 200
Visualizza il file 2000x3000 della Fuji X-E1 - Visualizza il file 2000x3000 della 5D mark III


Chiesa a 3200 Iso: X-E1 55m, f/8, ISO 3200 - 5D mk3 80mm, f/8, ISO 3200
Visualizza il file 3000x2000 della Fuji X-E1 - Visualizza il file 3000x2000 della 5D mark III


Chiesa a 6400 Iso: X-E1 55m, f/8, ISO 6400 - 5D mk3 80mm, f/8, ISO 6400
Visualizza il file 3000x2000 della Fuji X-E1 - Visualizza il file 3000x2000 della 5D mark III


Lago: X-E1 18mm, f/11, ISO 200 - 5D mk3 24mm, f/11, ISO 200
Visualizza il file 3000x2000 della Fuji X-E1 - Visualizza il file 3000x2000 della 5D mark III


Nel complesso, i risultati sul campo non si discostano da quanto rilevato nella prima fase del test e la piccola Fuji comferma di poter produrre immagini di ottima qualità, comparabili a quelle delle migliori reflex Aps-c e con un ottimo controllo del "rumore".
L'esposimetro si è dimostrato coerente con le misurazioni della 5D mk3 e le discrepanze sono state generalmente contenute in più o meno 1/3 EV. Più vario il comportamento del bilanciamento automatico del bianco, abbastanza affidabile in esterni e a bassi ISO, si è rivelato meno accurato con luce artificiale e quando si alzano gli ISO.
Il mirino elettronico e il live view sono ben fatti e mi hanno permesso sempre di avere un buon controllo della macchina eccetto per la messa a fuco manuale, gestibile decisamente meglio con 5D mk3 e 60D sia dal mirino ottico che dal live view.
Sul piano delle dotazioni la X-E1 è completa, personalizzabile e le funzioni principali sono facilmente gestibili dai pratici comandi sul corpo.
La mancanza principale della macchina è la messa a fuoco automatica, precisa ma lenta, non va bene per seguire soggetti in rapido movimento e fatica in condizioni di luce scarsa.

Conclusioni
La X-E1 è una macchina moderna ma dal gusto retrò, non solo nella forma ma anche nel modo di fotografare e finché si resta nel suo campo di utilizzo è perfettamente in grado di sostituire una reflex Aps-c, scambiando una minor polivalenza di utilizzo con peso, ingombro e discrezione decisamente migliori.
Per quanto riguarda il conforto diretto con la 5D mk3, la bilancia resta perfettamente in bilico tra qualità e leggerezza. Le differenze non sono grandi ma ci sono e perciò vedo bene un affiancamento ma non una sostituzione, almeno non in tutti i viaggi.

MdL

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