Giovedì, 22 Ottobre, 2020

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Controllo remoto dei flash da slitta con reflex Canon

 

Flash remote

Tutti, prima o poi, ci troviamo a confrontarci con la luce flash ed il primo approccio, per lo più con il flash integrato, è dovuto alla necessità di illuminare un soggetto troppo buio per essere esposto correttamente.
Dopo i primi tentativi, alcuni di noi smettono di guardare questa fonte di luce con sospetto e cominciano a pensare alle possibilità creative che ci può offrire.
Questa breve guida è dedicata a coloro che sentono il desiderio di entrare nel meraviglioso mondo di questo accessorio fotografico ed in particolare a quelli che pensano di acquistare uno dei pratici Speedlight (Canon 580 EX II , 430EX II, ecc.)

Flash 1Il flash interno è un meraviglioso accessorio “di serie” che equipaggia la maggior parte delle reflex digitali entry-level o prosumer e ci permette di scattare anche in condizioni precarie di luce! Però, purtroppo, appena cominciamo ad utilizzarlo con un po’ più di continuità ci rendiamo conto che “appiattisce” i soggetti rendendoli poco affascinanti come possiamo osservare nel primo degli scatti d’esempio quì a destra.

A questo punto, in molti di noi, cresce il desiderio di avere un flash più efficente e si matura l’idea del primo grande passo... l’acquisto di un flash esterno... uno splendido Speedlight destinato ad essere montato sulla slitta della fotocamera.
I nostri scatti miglioreranno,Flash 2 come nel secondo esempio, ma noteremo che manca ancora qualcosa perchè le immagini non avranno ancora una buona tridimensionalità.

Certamente, alcuni saranno già soddisfatti del risultato, più che sufficente per portare a casa scatti notturni con una corretta esposizione, ma altri continueranno a chiedersi come fare per dare più profondità agli scatti... qualche chiacchiera con gli amici o qualche giretto sui forum più tardi, la soluzione sarà abbastanza chiara: la luce deve provenire da un angolazione diversa da quella di scatto per valorizzare le forme del soggetto fotografato.
Nel terzo scatto d’esempio la luce che proviene da desta, esattamente a 90° rispetto all’asse dell’obiettivo, mette in mostra le forme del soggetto e gli dona più profondità.

Flash 3Il modo più semplice per far arrivare la luce da un angolo diverso da quello di ripresa è quello di far rimbalzare la luce del nostro flash su una parete, un soffitto o qualunque altra superfice riflettente nelle vicinanze. Si, è proprio per questo gli Speedlight hanno una testa orientabile :) Il problema principale è che non sempre ci sono superfici riflettenti nei paraggi. Inoltre, le superfici su cui facciamo rimbalzare potrebbero introdurre fastidiose dominanti di colore.
Comunque sia, in questo modo, gli scatti avranno un aspetto decisamente più tridimensionale! Finalmente arriva la piena soddisfazione dell’acquisto fatto e, per molti, anche il punto d’arrivo nell’uso del flash.

Flash 4Ma c’è ancora qualcuno che si chiede: Come fare se non c’è un muro vicino? Come fare ad avere più controllo sulle luci? Come fare ad esaltare ancora di più le forme di un soggetto come nel quarto scatto? Si può andare oltere con uno Speedlight?
Ok!! Per chi si fa queste domande è arrivato il momento di spostare il flash fuori dalla macchina... fisicamente!!

I sistemi di controllo dei flash in remoto
Una volta maturata la convinzione di percorrere quest strada, la prima difficoltà è scegliere cosa mettere nel carrello della spesa e valutare le diverse opportunità per controllare il flash in remoto, alcune più efficaci, altre meno e con livelli di prezzo molto differenti. Analizziamole velocemente per poi soffermarci su quelle più interessanti:

-Cavo sincro. Una delle soluzioni più classiche, offre il vantaggio di mantenere tutta l’elettronica e gli automatismi ad un prezzo contenuto ma è decisamente limitante a causa della ridotta escursione e della poca manegevolezza.
-Fotocellula slave. Una soluzione particolarmente econimica, ma comunque efficace, che lascia ampio spazio alla creatività e discreta libertà di posizionamento con l’unico obbligo di dover utilizzare il flash interno (o comunque un altro flash sulla fotocamera) per comandare lo scatto del flash (o dei flash) remoto, montato sulla fotocellula slave. In questa configurazione si perdono gli automatismi e il flash va regolato manualmete.
-Trigger radio: sono le fotocellule del nuovo millennio e non hanno più bisogno di un flash che comanda lo scatto perchè lavorano utilizzando le frequenze radio con un trasmettitore sulla macchina ed un ricevitore per ciascuno dei flash esterni. La regolazione della potenza, come con le fotocellule, va fatta in manuale su ciascun flash ma offrono il vantaggio di scattare anche a parecchia distanza o nascosti dietro ad ostacoli. Ci sono di diverse fasce di prezzo ed è possibile trovarne alcuni modelli anche a poche decine di euro.
-Sistema di controllo ad Infrarossi Canon. Con il trasmettitore Canon ST-E2 (o con un flash Canon 580EX montato sulla slitta della macchina) è possibile comandare a distanza e senza fili dei flash remoti compatibili con questo sistema. Il prezzo sale decisamente ma entriamo in un mondo completamente diverso di personalizzazione e controllo! Con questo comando possiamo regolare la potenza dei flash direttamente dai menu della macchina, scattare sia in manuale, sia utilizzando tutti gli automatismi TTL e, in presenza di più flash, anche impostare diversi livelli di potenza per ciascuno dei flash. Il grosso limite della tecnologia ad infrarossi è la portata limitata, specialmente in esterni, e la necessità che non vi siano ostacoli fra trasmettitore e flash che possano bloccare il raggio (in pratica, funzionano come il telecomando dei televisori). C’è da aggiungere che, con la recente 7D, Canon ha introdotto una versione integrata del comando ST-E2 direttamente nella macchina fotografica, dando ai possessori di modelli con il controllo wireless dei flash la possibilità di usufruire di tutte le funzionalità descritte quì sopra senza il bisogno di acquistare, trasportare e montare un costoso accessorio.
-Trasmettitori radio con controllo degli automatismi TTL: sono l’evoluzuione dei sistemi ad infrarossi, garantiscono tutte le funzionalità del sistema Canon wireless ma lavorano anche a grandi distanze, non temono eventuali barriere poste tra macchina e flash e possono comandare addirittura sistemi misti, composti sia da flash Speedlight che flash tradizionali da studio o non compatibili con il sistema Canon wireless. I due modelli più apprezzati sono i PocketWizard miniTT1+TT5 e i Radio Poppers e l’unico difetto che hanno è il costo molto elevato.

Controlli remoti flash

Campo di utilizzo dei diversi sitemi
La scelta di un sistema piuttosto che un altro dipende da due variabili principali: il genere di fotografia ed il budget a disposizione.

Flash modelSe siamo dediti a generi di fotografia più riflessivi, che ci lasciano il tempo di ragionare e provare finchè non troviamo le impostazioni ottimali o comunque, una volta impostate le luci, non necessitano di molte variazioni (come potrebbero essere lo still-life o il lavoro in studio) possiamo tranquillamente utilizzare sistemi che lavorano in manuale.

I trigger radio sono la scelta più diffusa e hanno decisamente rimpiazzato l’uso delle fotocellule slave che costano praticamente come i trigger più economici.
Decidere se acquistare modelli più economici o più costosi è per lo più una questione di affidabilità in condizioni difficili.
In ambienti circoscritti, come una stanza, anche i trigger da poche decine di euro fanno egregiamente il loro mestiere ma se si vogliono coprire distanze maggiori o scattare in presenza di fonti di disturbo, senza il rischio che i flash falliscano qualche scatto, allora i trigger più costosi dimostrano il loro valore e diventano la scelta preferibile.

La foto quì a destra è stata scattata con un solo flash, impostato in manuale e comandato da una coppia di trigger eonomici. Per tutta la durata della serie di scatti non c’è stato bisogno di variare le impostazioni del flash e quindi l’utilizzo di trigger più costosi o con automatismi TTL sarebbe stato superfluo.

Se, al contrario, ci piace fotografare all’aperto, magari con soggetti in movimento e situazioni di luce variabile, allora dovremo considerare più seriamente l’acquisto di apparecchi che ci consentano di variare le impostazioni dei flash remoti direttamente dalla macchina o che siano in grado di lavorare con gli automatismi TTL per avere la massima rapidità di risposta ed adatamento alle diverse condizioni di luce.
In questo caso, la prima scelta da fare è: infrarosso (più economico) o radio (più performante)??

Il sistema Canon ad infrarosso ci consente di operare comprando solo il trasmettiore o, se abbiamo una 7D o 60D, nemmeno quello. Dobbiamo solo assicurarci che i flash da comandare siano compatibili con la modalità “slave” del sistema Canon (alcuni modelli compatibili sono: Canon 430 EX e EXII, 580EX e EXII, Metz AF48 o 58 e diversi modelli Nissin). Flash BikeUtilizzando questo sitema potremo comandare uno o più flash esterni esattamente come se fossero montati sulla macchina e addirittura accedere a tutte le regolazioni direttamente tramite i menu della fotocamera :)
Purtroppo esiste anche il rovescio della medaglia che, come detto in precedenza, risiede proprio nella tecnologia utilizzata per la trasmissione perchè l’infrarosso non riesce a coprire grandi distaze, non può penetrare gli ostacoli e soffre molto la luce solare diretta con il risultato che, in determinate situazioni, l’intero sistema potrebbe diventare addirittura inutilizzabile.
Ad ogni modo, se possiamo gestire i nostri scatti nei limiti operativi dell’infrarosso, con una spesa contenuta, potremo avere a disposizione un sistema davvero potente, rapido e versatile.

Lo scatto quì sopra è stato realizzato con una Canon 7D che comanda, tramite il sistema integato ad infrarosso, due flash Canon (580EXII + 430 EXII), il più lontano dei due posizionato a circa 5 metri, impostati per lavorare in TTL. In una situazione del genere, in esterni, con nuvolosità variabile e poca possibilità di ripetere lo scatto, l’uso del TTL ha permesso di lavorare senza preoccuparsi troppo delle continue variazioni delle condizioni di luce.

Siccome sono molti i fotografi che hanno apprezzato i vantaggi del sistema ad infrarossi ma, allo stesso tempo, si sono sentiti penalizzati dai suoi limiti, le case costruttrici dei tradizionali trigger radio hanno lavorato per creare dei sistemi che superassero quei limiti ed ecco che sono nati i trasmettitori radio con controllo degli automatismi TTL di ultima generazione. Come i normali trigger radio, permettono di nascondere i flash dietro ad un albero o metterli dentro un cassetto oppure di illuminare il soggetto da posizioni improbabili e fuori dal raggio d’azione dell’infrarosso, anche a decine di metri dalla fotocamera mi, in più, aggiungono anche i controlli della potenza del flash da remoto, sia in TTL che in manuale, tipici del sistema Canon wireless. Questi trasmettitori offrono davvero il massimo grado di flessibilità possibile oggi sul mercato ma il prezzo da pagare per averli è davvero elevato ed è bene capire se la spesa è effettivamente congrua per le nostre esigenze.
I due sistemi citati, Radio Poppers e PocketWizard, pur condividendo la modalità di trasmissione, lavorano con un approccio sostanzialmente differente e scegliere tra l’uno o l’altro è decisamente soggettivo. Vediamo perchè:
I Radio Poppers sfruttano il sistema ad infrarossi Canon e il trasmettitore radio va agganciato sopra uno ST-E2 o un 580EX da cui “legge” i comandi ad infrarossi e li traduce in segnali radio da inviare ai ricevitori agganciati ai flash remoti.
Il vantaggio di questo approccio è che non varia il modo di lavorare di chi è già abituato al sistema Canon e resta invariata anche la possibilità di operare direttamente dai menu della fotocamera e lavorare sia in manuale che in TTL.
I PocketWizard miniTT1 e FlexTT5, invece, lavorano in completa autonomia e la macchina legge il trasmettitore sulla slitta come un generico flash TTL. Il complesso software di gestione del trasmettitore interpreta le impostazioni della fotocamera e si auto imposta per le diverse situazioni di scatto. Per variare le “regole di comportamento” del dispositivo, dovremo collegarlo al computer.
Flash DHComunque, sebbene la cosa può sembrare macchinosa, una volta impostate le proprie preferenze, raramente sentiremo il bisogno di variarle.Rispetto ai Radio Poppers offrono meno possibilità di regolazione e non funzionano in manuale ma, per ovviare a questa grave mancanza, è stato commercializzato di recente il AC3controller AC3, da agganciare al trasmettitore, portando i PocketWizard al top della categoria. L’AC3 offre davvero una grande flessibilità e permette una rapidissima gestione di tutti i flash esterni collegati sia in manale che in TTL. Inoltre, consente di pilotare anche set misti, composti da Speedlight e/o flash da studio e/o flash a slitta manuali, facendone funzionare addirittura alcuni in TTL assieme ad altri in manuale durante lo stesso scatto. Poi, se tutto questo non bastasse, aggiungiamo che MiniTT1 e FlexTT5 (con o senza AC3) permettono anche la sincronizzazione sulla seconda tendina e lo scatto “high speed “a velocità superiori all’X-Sync (con i flash che supportano questa funzione).
Va anche detto che, attualmente, i Radio Poppers in versione Europa (433Mhz) sono molto difficili da trovare mentre i Pocket Wizard sono regolarmente importati e commercializzati in Italia. In entrambi i casi, i costi di un sistema trasmettitore e ricevitore superano facilmente il costo di uno Speedlight!

Nello scatto quì sopra i due Speedlight (Canon 580 + 430) sono stati comandati con Pocket Wizard MiniTT1+AC3 e FlexT5 ed impostati in manuale. L’impostazione manuale ha garantito una costanza d’illuminazione e messo al riparo da eventuali errori di lettura del sistema di misurazione dovuti al sole diretto nell’inquadratura.
Con un sistema ad infrarossi il flash di destra non sarebbe stato “visibile” e il sole difronte avrebbe reso molto difficile anche la comunicazione con il flash di destra mentre il sistema radio ha garantito il perfetto funzionamento del set.

Cosa mettere nel carrello degli acquisti
In questa breve gita tra i sistemi di controllo dei flash in remoto abbiamo avuto modo di conoscere un po’ meglio l’offerta tecnologica ma di sicuro qualche dubbio su quale scegliere o cosa comprare prima ancora rimane, specialmente se non abbiamo le idee ben chiare su cosa andremo esattamente a fotografare. Nel dubbio, è decisamente preferibile pensare ad un sitema modulare che possa crescere nel tempo senza dover cambiare quanto già acquistato. Ad esempio, se possiamo comprare un flash già predisposto per lavorare in modalità “slave” con il sistema Canon wireless avremo già un primo pezzo a cui potremo aggiungere in un secondo momento una reflex con il controllo integrato o un trasmettitore ST-E2 su cui, a sua volta, potremo montare in seguito un Radio Poppers. Oppure, se vogliamo spendere il meno possibile per partire ed abbiamo una reflex con flash integrato, potremmo prendere un flash totalmente manuale con fotocellula fotocellula slave incorporata che, in futuro, potrà accoppiarsi tranquillamente a dei trigger radio.

MdL

Flash Jump

 

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