Giovedì, 22 Ottobre, 2020

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Canon 1D mkIII vs 7D nella fotografia d'azione

 

Sport photography

Con l’uscita della 1D mark IV, la precedente ammiraglia sportiva di casa Canon è scesa di prezzo ed oggi, un buon usato, si trova a cifre simili a quelle della prosumer 7D.
A questo punto sono in molti che si chiedono... meglio una 7D nuova o una 1DmkIII usata? La risposta non è affatto semplice nè scontata come ci si potrebbe aspettare.
Nell’analisi cercherò di focalizzarmi di più sulle differenze tra le due macchine, facendo solo qualche accenno alle caratteristiche condivise.

Entrambe le fotocamere sono state progettatre per rispondere all’esigenza di un pubblico sportivo e non deludono le aspettative sia per la velocità di scatto che per la prontezza nella messa a fuoco che per la costruzione robusta.
La 1DmkIII ha un sensore APS-h (fattore di riduzione di 1,3X rispetto al pieno formato) da 10mpx che produce file jpeg o raw a 14bit gestiti da due processori Digic III ed è capace di una stratosferica raffica da 10fps.
La 7D ha un sensore APS-c (fattore di riduzione di 1,6 rispetto al pieno formato) da ben 18mpx che produce sempre file jpeg o raw a 14bit ma è gestito da due processori di ultima generazione Digic IV ed ha un’ottima raffica di ben 8fps.

Il corpo macchina
prima di passare all’interno, vediamo come si presentano all’esterno. Entrambe sono robuste e pensate per un uso impegnativo, anche in condizioni ambientali avverse. La 1DIII è un vero monolite robustissima ma anche ingombrante e pesante. La 7D è più snella e leggera ma non per questo fragile ed anche la sua tropiclizzazione è di livello molto elevato e difficilmente andrà in crisi. Certo, rimane un gradino sotto alla 1DIII ma non so quanti abbiano l’esigenza o il coraggio di portare la propria attrezzatura verso limiti così elevati.
L’ergonomia e la disposizione dei comandi è molto simile, eccezion fatta per la rotella di selezione delle modalità di scatto ed il pulsante d’accenzione, e quindi il passaggio dall’una all’altra è molto agevole e ci si sente sempre “a casa”.
Se pensiamo di aggiungere alla 7D un battery grip, dobbiamo sapere che non avremo mai il feeling dell’impugnatura verticale della 1DIII (veramente ben integrato!) ma avremo dimensioni e peso molto simili.
Una pecca, sia della 1D che della 7D con il BG, è l’assenza del secondo joystick (sull’impugnatura verticale) davvero molto utile per variare la selezione del punto di messa a fuoco.
Altro punto a favore della 1DIII è il praticissimo meccanismo per oscurare il mirino negli scatti su cavalletto e lunga esposizione, sostituito dall’odiosissimo gommino sulla tracolla della 7D :(
Al contrario, punto decisamente a sfavore della 1DIII è il display, meno nitido e visibile, non consente una buona valutazione, direttamente sul campo, degli scatti fatti.

Il sensore
Passiamo a vedere cosa c’è sotto il cofano.
Innanzitutto vediamo la differenza tra i due formati inquadrando la stessa scena dallo stesso punto di ripresa con un 50mm e notiamo come il sensore più grande della 1DIII (a sinistra) permetta una visione più ampia. Di fatto un obiettivo 50mm (misura sempre riferita al pieno formato) ha l’angolo di visuale di un 65mm su Aps-h e quello di un 80mm su Aps-c.

Angolo di campo 50mm APS-h
Angolo di campo APS-c 50mm

Anche, la profondità di campo varia ed il sensore aps-h ha 1/2 stop di sfocato in più (cioè lo sfocato che possiamo ottenere, a parità d’inquadratura e focale, a f/4 con l’aps-h è uguale a quello che avremmo ad f/3,4 con l’aps-c).
Questo è un fattore da non sottovalutare, specie per un fotografo sportivo/naturalista. In linea di massima più sfocato = maggior separazione tra soggetto e sfondo e di sicuro anche maggior impatto ma quando ci troviamo a scattare a soggetti che richiedono una certa dose di profondità di campo e magari sono anche poco illuminati, allora la maggior PDC dell’Aps-c può essere d’aiuto. Per fare qualche esempio possiamo immaginare dello sport al chiuso, o in una giornata coperta, oppure immaginiamo il vantaggio di poter tenere il diaframma più aperto in una macro fotografia.
Anche chi fa paesaggi potrà riprendere in maniera nitida un’intera scena chiudendo “solo” ad f/8 o f/11, limitando così la perdita di qualità dovuta alla diffrazione. Certo, il rovescio della medaglia è nei ritatti dove anche un diaframma f/2,8 (su Aps-c) potrebbe non essere abbastanza, specialmente alle focali più corte.

Come abbiamo detto nelle prime righe i due sensori non differiscono solo nel formato ma anche nel numero e densità dei pixel e nei processori che li gestiscono e la prima domanda, ed anche quella più gettonata, è: quale delle due produce un’immagine migliore?
Vale più la grandezza del sensore della 1DIII o i 18mpx della 7D? Ancora una volta... la risposta non è affatto semplice.
Per cercare una risposta, ho messo le macchine sul cavalletto, con lo scatto remoto, lo specchio alzato e usato uno dei migliori zoom Canon per fotografia sportiva: l’EF 70-200 f/2,8 L IS USM II come potete vedere nelle foto quì sotto. Tutti gli scatti sono stati fatti in RAW e convertiti in jpeg con lightroom senza fare alcun intervento.

1D3 70-200
7D 70-200

Per rendere il paragone più attendibile ho inquadrato la stessa porzione di scena, una volta variando la focale ed un’altra volta variando la distanza fisica tra soggetto e macchina.

Nitidezza e Dettaglio
La 1DmkIII ha una nitidezza per singolo pixel decisamente impressionante ed è superata (per la mia esperienza) solo dalla 5D prima versione che aveva un filtro Anti Alias molto debole. Questo fa si che se vediamo i due file al 100% quello della 1DIII risulterà avere una nitidezza per pixel superiore ma, e quì entra in gioco la risoluzione ed i 18mpx della 7D, il file della 7D è ben più grande e se lo riduciamo alla dimensione di quello della 1DIII (3888x2592) le cose cambiano parecchio.
Per questo primo confronto ho scelto un ritaglio di giornale, ricco di texture e dettagli sottili con contorni sia netti sia sfumati. Vediamo i risultati:

Questo primo scatto è stato fatto senza spostare il cavalletto utilizzando 170mm per la 1DIII e 140mm per la 7D, f/5,6 ed ISO 200.
Dall’alto possiamo vedere il ritaglio al 100% della 1DIII, senza dubbio molto buono, nitido e con contorni netti. Ma passiamo al secondo ritaglio, che è quello della 7D ridimensionata ai 3888x 2592, ed osserviamo come il file della 7D, seppur ridimensionato mantenga più dettaglio e riesca a riprodurre anche la trama del fondino beige, del blu della lettera Q e della bottiglia rossa.
Infine vediamo il terzo ritaglio che è quello della 7D non ridimensionata. Siamo a 200 ISO ed è tutto molto pulito, quindi è facile apprezzare il maggior dettaglio offerto dalla 7D ma se osserviamo attentamente notiamo qualche imperfezione sui contorni (ad esempio tra rosso e beige).
Tutto sommato possiamo dire che in questo primo scatto con la 7D avremmo avuto un file più o meno della stessa qualità di quello della 1DIII ma avremmo avuto più possibilità per un eventuale crop o la possibilità di fare una stampa più grande.

Resolution

Passiamo al secondo ritaglio, ancora una volta una stampa ma stavolta su cartone, sempre ben contrastata (sia con dettagli scuri su fondo chiaro che vicecversa) ed ancora tanta texture. Siccome una delle principali critiche alla 7D è sulla quantità di rumore prodotta dal suo sensore così denso, ho preso lo scatto fatto a 3200 ISO. Stavolta, invece di variare la lunghezza focale ho avvicinato fisicamente il cavalletto alla scena per evitare anche un’eventuale differenza di resa dell’obiettivo (che comunque non c’è :)) ).
Cavalletto, comando remoto, specchio alzato, 70mm, f/5,6 ISO 3200.
La 1DIII, come previsto produce meno rumore ma il gap è davvero contenuto e si vede sia lo sforzo fatto dagli ingegneri Canon nel progettare il sensore della 7D sia l’ottimo lavoro fatto dai due processori Digic IV. Come per l’esempio precedente, il ritaglio ridimensionato della 7D è al pari di quello prodotto dalla 1D con la differenza, rispetto a prima, che gli ISO elevati hanno fatto perdere alla 7D il vantaggio nel dettaglio, ancora visibile in alcuni dettagli molto sottili ma davvero cosa marginale. Nell’ultimo ritaglio, quello della 7D non ridimensionato, troviamo più rumore ma il dettaglio resta comunque molto elevato.
Possiamo dire che anche ad ISO elevati, la 7D può reggere il confronto con la 1DIII ed avere ancora un margine per stampe più grandi o un ritaglio, certamente il margine si assottiglia rispetto agli ISO bassi del precedente esempio.

High ISO

Un’altra critica mossa alla 7D è la scarsità di nitidezza e dettaglio nei paesaggi. Quindi ho ripreso una scena lontana utilizzando una buona lente da paesaggio: il Canon Ef 17-40 f/4 L a 40mm con la 1DIII e a 30mm con la 7D. 1/250 sec. f/8. Ho scattato senza cavalleto per ricreare il più possibile una tipica condizione d’uso comune.
Anche in questo caso il ritaglio della 7D ridimensionata è molto simile a quello prodotto dalla 1DIII ma nel ritaglio della 7D non ridimensionata notiamo ancora una volta un maggior dettaglio.

Detail

Abbiamo potuto apprezzare come il sensore della 7D, grazie agli oltre due anni di sviluppo tecnologico possa competere tranquillamente con il sensore più grande dell’ammiraglia ma non è tutto oro quel’che luccica e ci sono due aspetti molto importanti da considerare prima di trarre delle conclusioni. Il sensore della 7D è, come abbiamo detto, particolarmente denso e questo la rende 1) più vulnerabile al micro mosso (probabilmente il motivo per cui alcuni lamentavano morbidezza nei paesaggi) e perciò il rispetto dei tempi di sicurezza, o lenti con uno buon sistema di stabilizzazione, sono essenziali per ottenere questi risultati e 2) per sfruttare le 116 coppie di linee teoriche di questo sensore, e quindi avere il massimo livello di dettaglio, dovremo mettere in preventivo l’acquisto di lenti molto buone o progettate per questi sensori che non significa necessariamente costose ma la scelta dovrà essere accurata. Per fare un paio d’esempi il Canon 100-400 non va benissimo su 7D mentre un 70-200 f/4 va egregiamente, oppure il nuovo Efs 15-85 va decisamente meglio del 24-105 (pur non essendo L). Nel dubbio meglio provare o chiedere a chi ha già esperienza... ma questo vale comunque anche per un qualsiasi altro vetro per qualsiasi altra macchina ;))

In ultimo, alcuni reputano i raw della 1DIII più “pronti all’uso”. Vero ma solo se li dobbiamo usare al 100% e non intendiamo utilizzare DPP per la conversione. Altrimenti basta perdere un po’ di tempo per personalizzarsi i picture style ed avremo file belli pronti all’uso con entrambe le macchine.

AF pattern 1D3L’Auto Focus
Per una macchina sportiva il modulo AF è essenziale e nessuna delle due delude le aspettative ma hanno delle differenze progettuali che è importante comprendere.
Un apiccola nota: l’AF della 1DIII è stato ampiamente criticato all’inizio della sua uscita sul mercato perchè impreciso e decisamente peggiore del precedente montato sulla 1DIIn ma poi si è scoperto che questa imprecisione era dovuta ad un errore nella catena di montaggio dello specchio di alcuni esemlari. Una volta capito e risolto l’errore, tutti gli esemplari hanno funzionato a dovere (l’errore ha interessato alcuni esemplari fino al seriale 55XXXX che sono stati oggetto di richiamo gratuito da parte di Canon).
Detto ciò, il modulo AF della 1DIII è stato pensato per i professionisti che per lo più utilizzano lenti “L” con diaframma f/2,8 e quindi troviamo un layout con 45 punti di messa a fuoco di cui 19 selezionabili (quelli in nero nelo schema accanto) che lavorano in modalità “a croce” (cioè leggendo sia le linee verticali che quelle orizzontali) con lenti f/2,8 o più luminose. Il solo punto centrale supporta la modalità “a croce” con lenti f/4 o più luminose.
AF pattern 7DL’AF della 7D è stato progettato per un pubblico più ampio, che usa spesso anche lenti più buie (come il 70-300 f/4-5,6) o i tele converter (come TC1,4X + 70-200 f/4).
Quindi i 19 punti, selezionabili anche individualmente, hanno tutti la lettura “a croce” con lenti f/5,6 o più luminose. Il punto centrale aggiunge la lettura anche delle linee diagonali con lenti f/2,8 o più luminose.
L’AF della 7D aggiunge anche due novità, il punto spot ed le zone. Il punto spot permette di ridurre la grandezza di un punto selezionato di circa la metà per evitare che dettali intorno al soggetto (come rami, foglie o capelli) possano interferire con la corretta messa a fuoco del soggetto reale del nostro scatto (es. un uccellino tra i rami o uno sguardo dentro ad un casco). Le zone (cinque) racchiudono i punti centrali, o quelli nei quattro punti cardinali per facilitare l’inseguimento di un soggetto che potrebbe spostarsi in modo erratico. Personalmente non la trovo una modalità utilissima e continuo a preferire il singolo punto + i circostanti d’assistenza.
Entrambe sono macchine che necessitano un buon grado di conoscenza sia delle regolazioni dell’AF sia delle condizioni di scatto e vanno impostate correttamente per ottenere i migliori risultati... con tutte e due è d’obbligo una buona lettura del libretto d’istruzioni :))Ad ogni modo, una volta impostate correttamente, entrambe garantiscono risultati eccellenti!

Anche il layout dei punti AF è differente e nessuno dei due è davvero perfetto. Quello della 7D ha dei punti vicini e si può scegliere con accuratezza il posizionamento del soggetto nel fotogramma ma non arrivano a coprire tutta l’area coperta dai punti della 1DIII che però, di contro, ha un bel “salto” di spazio tra i punti selezionabili interni e quelli esterni con il risultato che ci potremmo trovare un soggetto troppo verso il bordo della foto, come nell’esempio quì sotto a sinistra, o troppo al centro del fotogramma (sempre nelle esmpio sotostante, rischieremmo di perdere il piano di stacco/arrivo del salto. Con la 7D (esempio a destra), in questo caso, avremmo potuto comporre meglio ma non è sempre così e la verità è che entrambi i layout hanno delle lacune... risolte nella nuova 1D mark IV ;))

Wake 1D3
Wake 7D

Misurazione dell’esposizione
Entrambe sono accurate ma la 7D, come accade anche sulla 5DII, tende a “chiudere” i neri, specialmente in scene poco contrastate. Tendenza che peraltro ho visto in tutte le macchine equipaggiate con Digic IV. Personalmente, nelle scene a basso contrasto, tendo a sovraesporre di 1/3 di stop.
La 1DIII oltre ad essere molto precisa, ha la possibilità di utilizzare la misurazione spot agganciata al punto AF selezionato. Davvero una grande cosa!
Altra cosa interessante della 1DIII è la possibilità di misurare diversi punti della scena (usando il punto spot) e lei imposta automaticamente la media delle letture.

Le funzionalità: personalizzazione vs accessori
La 1DIII è una macchina professionale e consente un livello di personalizzazione di tutte le funioni di scatto davvero profondo e dettagliato. Sono molte le funzioni che la maggior parte degli utenti non varieranno mai dall’impostazione standard ma... se ci fosse quella volta che... La 1D molto probabilmente lo potrebbe fare!
La 7D è meno personalizzabile ma le regolazioni più importanti ci sono tutte! A favore della 7D la possibilità di preimpostare tre configurazioni direttamente sulla rotella delle modalità (C1,C2 e C3) che si possono richiamare davvero velocemente e la possibilità di configurare il pulsante accanto all’attacco dell obiettivo per il cambio immediato tra la messa a fuoco “One Shot” e quella “AI servo”... molto comodo!
Altro aspetto a favore della 7D è il live view di ultima generazione, più pratico e performante di quello della 1DIII, permette di scattare anche da angolazioni decisamente improbabili senza dover fare prima un corso di yoga per guardare nel mirino.
Infine, un’altro paio di frecce all’arco della 7D sono i ”gadget” di bordo che gli utilizzatori di 1DIII devono montare (e pagare) a parte. Parlo della livella elettronica e del controllo wireless dei flash. La 1DIII si difende con un ragguardevole tempo di x-sync dei flash di 1/300 di secondo contro 1/250 della 7 ma a parte ciò, la 7D può contare sul flash incorporato che può servire in caso d’emergenza o per mettere a fuoco con più precisione in condizioni di scarsa illuminazione e sulla splendida gestione senza fili di speedlight esterni, al pari di un ST-E2 (che costa do solo 200 euro circa).

Conclusioni
Come premesso, non è facile determinare con precisione una vincitrice piuttosto è possibile determinare due profili, peraltro in parte sovrapponibili, di utilizzatori che beneficeranno delle caratteristiche dell’una o dell’altra fotocamera.

Gli utenti 1DIII
In questo gruppo metterei coloro che hanno il bisogno di scattare in condizioni estreme con un corpo decisamente robusto e magari anche per parecchio tempo utilizzando l’impugnatura verticale, non hanno problemi a dotarsi degli accsseori e delle lenti che gli servono per fotografare i loro soggetti preferiti, non hanno particolari esigenze di stampa a grandi dimensioni e spesso devono anche scattare in jpeg senza poter aggiustare o modificare i file. Ci aggiungerei anche quelli che, al di là di tutte le considerazioni razionali, hanno il piacere, per se stessi o per fare i “fichi” con gli altri :)) , di possedere una serie 1

Gli utenti 7D
In questo gruppo metterei tutti quelli che hanno bisogno di una macchina potente e robusta ma al tempo spesso leggera e trasportabile (magari in uno zaino a dimensioni e peso da “cabina aereo”), usano spesso anche lenti meno luminose o moltiplicate, preferiscano beneficiare del fattore di crop del sensore aps-c piuttosto che comprare o trasportare lunghi, pesanti e costosi teleobiettivi, spesso stampano in grande formato o hanno bisogno di rtagliare porzioni dell’immagine e vogliono avere a disposizione accessori comodi come il comando senza fili dei flash senza doverne acquistare e trasportare di esterni.

MdL

Ah! Dimenticavo.... La 7D fa anche degli ottimi video in full HD!!! :)))

Skate wave

 

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